Pierbusa Note

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Martedì, 27 Marzo 2018

#Neppure un uomo
(un racconto breve)

    Stamattina mi sono alzato di buon’ora. Saranno state le sei, sei e mezza fuori risplende il sole. Tutto sembra a posto.
Preparò il caffè e mentre lo sorseggio seduto in una sedia impagliata del nostro soggiorno mi accordo guardando verso la libreria alla mia sinistra subito dopo il canterano e la porta che c’è qualcosa di strano.
In effetti più di qualcosa, potrei dire che la stranezza era molto allarmante. Al posto dei miei libri c’era tutta una serie di oggetti e ninnoli che mai mi ero sognato di metter lì anche se alcuni li riconoscevo. Chissà come li avevo proprio dimenticati. D’altra parte conservare le cianfrusaglie per poi dimenticarle è sempre stato il mio hobby preferito.
Dunque non erano gli oggetti che destavano la mia meraviglia ma chi li aveva messi lì e per quale motivo e soprattutto dove erano finiti i miei amatissimi tomi.
Pensai subito a mia moglie, lei i libri li vorrebbe solo in cantina insieme alle mie altre “cose inutili” come li chiama lei.
Poi volgendo lo sguardo verso destra mi accorgo che la fila di libri sopra la mensola del camino è sparita al loro posto una serie di oggetti in ceramica…mai visti prima.
“Caterina scusa, potresti venire qui un attimo?” urlo a mia moglie mentre sento distintamente che sta azionando lo scarico del water.
“Che succede?” mi risponde lei con la voce che mi arriva attutita attraverso la porta del bagno.
“C’è qualcosa che non quadra qui! Che fine hanno fatto i miei libri?”
“Che libri?” la porta del bagno intanto si aprì mostrando mia moglie in mutande senza reggiseno mentre sta asciugandosi con movimenti vigorosi i capelli.
“Caterina i miei libri!!! Quelli della libreria e quelli della mensola sopra il camino” le rispondo sempre più scocciato.
“Quando mai abbiamo avuto libri noi?” risponde lei con aria trasognata come se stesse parlando con un mentecatto capitato lì per caso.
“Caterina ti prego non scherzare…dove hai messo i miei libri?”
“Amò guarda che sono secoli che non spolvero la libreria guarda quanta polvere c’è, secondo te ho fatto qualcosa questa notte? Non è che ti sei alzato storto questa mattina?”
In effetti i ripiani della libreria apparivano molto impolverati come tutti gli oggetti che vi erano in bella mostra e difficilmente quella polvere poteva essere stata messa lì da poco. Vi passai un dito…nessun odore…alle volte fosse talco.
Mi sedetti e continuai a sorseggiare il caffè. Dunque le evidenze erano che quei ripiani e quella mensola non aveva visto libri da molto tempo e non erano stati toccati da altrettanto. Eppure il ricordo dei miei libri deposti negli anni in quei scaffali era più vivido che mai. Avrei potuto anche indicare quale libri e in che posizione li avevo lasciati…
Caterina si sedette dopo un po’ accanto a me e mi fissò a lungo.
“Giorgio hai l’aria stanca, come se non avessi dormito bene questa notte. Ti senti bene?”
“Si, si sto bene è che non capisco cosa sia successo ai miei libri”
“Ancora con questi libri. Giorgio tu non leggi un libro da quando ci siamo sposati!!!”
“Caterina ma che ti sei rincretinita???” le urlai  “Non sarò un intellettuale ma i miei 30-40 libri all’anno li leggo.”
“Io non ti ho mai visto leggere un libro da quando siamo sposati Giorgio. Che ti è preso questa mattina? Vai a lavorare che è meglio!”
“Secondo te Caterina io con una libreria, con tutti i consigli che dò agli acquirenti e non ho mai letto un libro?”
“Secondo me stai male, molto male. Tu sei un commercialista e gli unici libri che leggi sono quelli contabili! Prenditi un analgesico e vai a lavorare!”
Inizio a preoccuparmi seriamente, o sono impazzito o lo è mia la moglie, o lo siamo entrambi magari…
Mi vesto velocemente esco di casa senza salutare mia moglie e faccio strada verso la libreria a due isolati da casa nostra. Arrivato lì vedo la solita saracinesca e cerco la chiave per aprire il lucchetto. Nel mazzo che ho in tasca però nessuna chiave non è adatta a quella serratura nemmeno quella che sono stramaledettamente sicuro di avere usato per almeno quattro anni di seguito. Mi spazientisco, impreco a voce talmente alta che una signora con un cagnolino che passava da quelle parti mi guarda e a distanza urla: “Ma scusi lei cosa cerca lì?”
“Questa sarebbe la mia libreria signora e non trovo la chiave per aprire il lucchetto…” faccio io stizzito.
“La sua libreria?” chiede lei sgranando gli occhi.
“Si proprio così, la Liberia di Giorgio Mattioli”
“Mai vista una libreria in quel locale che è chiuso da degli anni!”
“Signora saprò bene dove lavoro!”
“Si si certo…Fuffi andiamo che qui oggi qualcuno ha preso troppo sole!”
Dando un poderoso strattone al collare del suo cagnolino la signora proseguì per la sua strada lasciandomi più interdetto che mai.
Mi siedo in una panchina della piazzetta antistante la libreria. Cerco di riflettere. I libri sembrano spariti dalla mia vita, non ci sono più a casa, non c’è più la mia piccola ma fornita libreria. Caterina dice che faccio il commercialista e la signora con il cagnolino dice che il locale è vuoto da degli anni. Bene. Qualcuno vuole che io non legga più niente e che non venda più libri? E io vado in biblioteca. Con questa risoluzione che mi pareva di buon senso, percorro le strade che mi separavano dalla biblioteca di quartiere che avrò visitato un paio di volte in vent’anni. Arrivo ma sulla porta d’ingresso trovo la scritta “VENDESI ATTIVITA’”. Ecco adesso è tutto chiaro, i libri sono proprio spariti…spariti dalla mia vita. Inizio a piangere, prima sommessamente poi sempre più a dirotto. Nessuno si ferma, nessuno chiede cosa caspita mi sia preso. Chiudo gli occhi inondati di lacrime.

“Giorgio, Giorgio, perché ti lamenti? Stai male? Hai fatto un brutto sogno?”
Apro gli occhi e vedo quelli di Caterina preoccupati e ansiosi. Mi alzo di scatto, mi precipito in soggiorno e …la libreria stracolma dei miei amati libri è sempre lì come pure la mensola sopra il camino.
Per fortuna mi sono risvegliato libraio, come lo ero ieri e come lo sarò, spero, domani. Alzerò la saracinesca come faccio ogni giorno e godrò della vista dei tanti scaffali fitti fitti di libri.. Senza i miei cari volumi capirete che sarei un uomo perso, quantomeno molto diverso. Forse non sarei neppure un uomo.
(16 Luglio 2017)

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